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"SWING
AND SWEET"
JAZZ E BLUES NELLA MUSICA CORALE
San Candido (Bz), Sala Joseph Resch 27, 28, 29 giugno
2002
M° Robert Sund (Svezia)
All'interno della quinta edizione del Festival, presso
la Sala Resch, a San Candido, Il M° Robert Sund
ha tenuto il seminario "Swing & Sweet",
articolato in sei lezioni nei giorni 27, 28 e 29 giugno
2002.
Il seminario era incentrato sul linguaggio musicale
tipico del jazz.
In linea di massima le lezioni mattutine sono state
dedicate all'analisi delle principali inflessioni stilistiche,
mentre quelle pomeridiane al confronto con i pezzi in
repertorio e non, all'ascolto di brani e gruppi corali
di grande rilievo.
Molto apprezzato è stato l'approccio pedagogico
consapevole ed esperto che ha facilitato la partecipazione
attiva ed entusiasta degli allievi.
Il ritmo delle lezioni era organizzato anche con uno
sguardo alla capacità di concentrazione degli
studenti, dedicando estemporaneamente alcuni spazi all'improvvisazione,
alla concertazione e all'esplorazione dell'espressione.
Sono stati evidenziati anche norme generali ed errori
tipici: il M° Sund suggerisce uno stato d'animo
essenziale nel jazz: un sorriso interiore. E' impossibile
cantare questo genere di musica in modo passivo, privo
di entusiasmo.
Le inflessioni, i giochi ritmici, l'uso di sincope e
l'improvviso riemergere dei tempi forti non devono trarre
in inganno: è fondamentale un atteggiamento leggermente
distaccato, un modo di partecipare disinvolto e non
aggressivo, gestendo il tempo divertendosi. Molti musicisti
jazz attaccano anche una battuta in ritardo e questo
è un sintomo del modo di sentire e realizzare
questa musica.
GIOVEDI
28 GIUGNO 2002
Mattina
IIl
primo incontro con il M° Sund si è svolto
all'insegna dell'immediatezza e concretezza. I partecipanti
sono stati subito coinvolti e trascinati all'interno
del percorso nel mondo del jazz vocale.
Dopo un breve riscaldamento muscolare si è passati
a vocalizzi e esplorazioni vocali per attivare il diaframma
e l'attenzione, passando quasi impercettibilmente nell'atmosfera
jazz.
Il M° Sund proponeva frammenti musicali all'intero
gruppo di allievi; una volta compresi e praticati, divenivano
parti specifiche per le diverse sezioni del coro. Ogni
frammento conteneva un'inflessione jazz: lo scoprivamo
quando già avevamo imparato a eseguirlo, potendo
ora affrontarlo con maggiore naturalezza e consapevolezza.
Con l'ausilio di diapositive e CD pedagogici, il M°
Sund ha illustrato 6 tipi di inflessioni:
· BASIC SWINGLE (swingle di base), ovvero
il modo di condurre il ritmo tipico del Jazz. Una coppia
di crome deve essere considerata come una terzina (una
semiminima e una croma) per cui la prima nota è
più lunga della seconda, ma senza fretta!
·
TENUTO E STACCATO,
si applica a coppie di crome in battere, eseguendo la
prima tenuta e la seconda staccata.
·
ACCENTO ORIZZONTALE, si trova su note in levare,
a sottolineare la sincope.
·
ACCENTO VERTICALE, si trova su semiminime in battere,
spesso staccate, il cui effetto deve risultare più
evidente rispetto all'accento orizzontale: una nota
lunga ma staccata.
·
BREATH ACCENT (accento di respiro), si ottiene spingendo
l'aria con un colpo di diaframma, sull'ultima croma
di una semiminima puntata o con legatura di valore.
·
FORTEPIANO, CRESCENDO, si dà un accento alla
prima nota seguita da un'immediato calo di intensità
fino ad un livello dinamico molto delicato (piano o
pianissimo). Poi il livello dinamico risale gradualmente
al forte.
A
conclusione della prima lezione, un esercizio di combinazione
delle prime sei inflessioni analizzate.
Pomeriggio
Dopo aver rivisto l'esercizio di combinazione, Il gruppo
vocale "ANSIBS" di Gorizia ha eseguito
il pezzo in repertorio "Ain't Misbehavin'"
nella trascrizione di Kirby Shaw.
Alcuni particolari analizzati nella lezione precedente
sono stati messi a fuoco, per poi passare a brani estemporanei.
Si è poi affrontato il brano "God bless
the child", di Billy Holiday, nell'arrangiamento
di Bo Lindell, a tre voci e pianoforte.
Dopo una lettura del testo, gli allievi hanno esplorato
il brano attraverso la comprensione del fraseggio e della
struttura musicale, caratterizzata da un costante uso
di due temi alternati, ed un terzo tema centrale.
Il M° Sund suggerisce, al termine dell'esecuzione,
un Da Capo, solistico (del pianista) fino a battuta 25,
ovvero all'entrata del terzo tema, per poi concludere
insieme al coro.
Un altro brano in repertorio analizzato ed eseguito è
stato "The Lord Loves A Laughing Man",
trascritto da Norman Luboff. Il testo è molto positivo,
e il trattamento delle parti semplice: dopo una breve
introduzione del testo e del tema principale, le voci
maschili sviluppano all'unisono il primo verso. Seguono
le voci femminili, sempre all'unisono, con il secondo
e terzo verso e lo stesso tema. La parte centrale è
realizzata dall'intero coro, omoritmicamente ma con un
ispessimento dell'armonia dato dalle voci divise nei contralti
e tenori.
Dopo un assolo strumentale, il brano riprende variato,
attraverso piccoli canoni e si conclude con una coda basata
sulla ripetizione dell'incipit.
Una caratteristica di questo brano è la conclusione
della frase, sia a livello di testo che musicalmente,
sull'ottavo del tempo debole: una forma di sincope molto
usata nel jazz: l'uso disinvolto della sincope non deve
far perdere la cognizione del battere e del levare, ad
evitare anticipazioni di tempo.
VENERDI
29 GIUGNO 2002
Mattina
Dopo il riscaldamento, la mattina è stata dedicata
all'analisi di altre sei inflessioni del canto jazz:
· GHOST (fantasma), croma con una sillaba
muta (dn, dl), in genere in levare, parte di un passaggio
veloce, per cui risulta una nota quasi sorda, intonata
ma priva di vocali.
·
ASCENDING SMEAR (spalmata ascendente), modo di intonare
la nota non dalla sua reale altezza, ma da un non preciso
intervallo inferiore, al massimo di una terza minore.
Maggiore è la durata della nota, minore sia la
velocità di ascesa.
·
FALL OFF (caduta), generalmente posto su una nota
conclusiva di un passaggio e spesso seguito da pausa,
ha lo scopo di provocare una caduta non precisa dell'intonazione,
quasi un glissando ma senza una nota di arrivo, come
sospeso dalla pausa dando la sensazione di rilassamento,
accompagnata da diminuendo.
·
ASCENDING SMEAR, FALL OFF (spalmata ascendente,
caduta), queste due inflessioni spesso convivono nella
stessa nota, ad evidenziare un modo di intonare morbido
e rilassato.
·
DESCENDING SMEAR (spalmata discendente), analogamente
alla spalmata ascendente, è un modo per intonare
morbidamente una nota, come un'appoggiatura senza precisione
e piglio ritmico, ma in questo caso la nota di partenza
è circa un tono sopra la nota reale.
·
ASCENDING GLISSANDO (glissando ascendente), stilema
noto, da realizzarsi mantenendo la prima nota prima
di iniziare il glissando, poi crescendo sottolineando
il passaggio quasi cromatico attraverso le altezze.
Al
termine della lezione, l'esercizio di combinazione delle
sei inflessioni.
Pomeriggio
A child is born, arrangiamento di Sven Inge
Frisk.
And So it goes, nell'arrangiamento di Bob
Chilcott, la versione molto nota realizzata dai King's
Singers.
Nell'andamento omoritmico delle quattro parti, risalta
la dissonanza del contralto sull'accordo di sol maggiore,
cui risponde un ritardo della fondamentale nei tenori,
costante a partire dalla seconda strofa: l'effetto delicatissimo
offre un'apertura all'impianto accordale del pezzo, come
la variazione ritmica dell'andamento del tema. Segue un
assolo di un Basso; la seconda parte, sullo stesso modello
della prima, si conclude con un doppio assolo di Basso
e Soprano. La coda è una sintesi delle varie parti.
Scandinavian shuffle, un brano degli Swe-Danes
del 1985.
Tutto basato su fonemi, è molto divertente, per
la presenza di molte note fantasma in passaggi cromatici,
il ritmo coinvolgente, i glissando tra i tenori, il fall
off e un breve passaggio in scat song (periodo musicale
solistico in cui il cantante imita un passaggio strumentale).
I fonemi generalmente suggeriscono non solo un tipo di
suono (strumentale, percussivo), ma anche il modo in cui
devono essere pronunciati: la presenza o meno di alcune
consonanti sta ad indicare la rapidità del suono,
l'effetto del timbro ecc.
Sweet Georgia Brown, nell'arrangiamento
di Kirby Shaw.
In questa edizione sono segnalate tutte le inflessioni:
glissando, smear, la possibilità di schioccare
le dita controtempo, facilitando l'espressione degli interpreti
e suggerendo un atteggiamento libero e rilassato.
Il testo è un non-sense in americano slang e si
sviluppa in una forma bipartita A B A', in cui B è
una scat song al soprano, le cui sillabe sono solo suggerimenti:
è possibile ispirarsi ad altri effetti, arricchire
i passaggi ecc.
Le altre voci generalmente sostengono il soprano controtempo,
quasi contraddicendone l'andamento ritmico, con effetti
armonici altrettanto piccanti: anche in questo pezzo è
fondamentale non accelerare, non perdere il senso ritmico.
In particolare la presenza di pause non deve indurre il
cantore a respirare: rallenta l'attacco e non rispetta
il fraseggio. In realtà ci si accorge ben presto
che la preoccupazione di respirare non è un problema
reale: il jazz organizza il fraseggio in maniera naturale,
compresa la sincope.
A Child Is Born, arrangiato da Sven Inge
Frisk, si sviluppa attraverso il progressivo ispessimento
dell'armonia: dopo un'introduzione a coro misto senza
testo, soprani e contralti delineano il tema in ¾
cullante e delicato. I bassi sostituiscono poi i contralti;
la prima parte si conclude con soprani, contralti e bassi
divisi. La seconda parte è una ripetizione della
prima, ma con l'impiego di tutte le voci, divise, di maggiore
intensità, da sottolineare con un'espressione più
viva, una maggiore escursione dinamica e un pizzico di jazz in più.
SABATO
30 GIUGNO 2002
Mattina
Come
sempre, un riscaldamento ed una presentazione pratica
delle inflessioni da studiare. Si è poi realizzato
un canone in stile jazz, camminando liberamente sul palco,
per aumentare la concentrazione e percepire maggiormente
il sovrapporsi delle parti. Gli ultimi sei tipi di inflessioni analizzati sono:
·
DESCENDING GLISSANDO (g. discendente): tenere la
nota e poi iniziare il glissando e il crescendo, esaltando
il cromatismo.
· DOIT è una specie di glissando
ampio e lungo, spingendo fino al massimo dell'altezza
raggiungibile (non fissata).
·
PLOP (suono sordo di caduta): come un'acciaccatura
da un suono sordo molto acuto simile al fantasma (spesso
corrispondente a fonemi tipo "dwi"): scivolare
rapidamente verso la nota reale da una nota superiore
distante un intervallo ampio.
·
FLIP (schiocco), un salto acuto e rapido tra due
note, da realizzarsi a ridosso della seconda nota
·
DIP (intingere), tra due note: dopo l'intonazione
della prima, scivolare verso il basso per poi risalire,
come in un glissando, alla seconda nota (come con un'oliva
nel Martini!)
·
SHAKE, un tremolo ampio, come minimo di una secona
maggiore; spesso comprende anche un crescendo e un accelerando.
A
complemento, l'esercizio di combinazione.
Le inflessioni studiate in questi giorni devono essere
praticate nel tempo, divenire un modo di esprimersi,
per improvvisare, partecipare in modo personale. Spesso
le partiture non ne recano l'indicazione, per cui è
importante formarsi un gusto personale per poterne fruire
liberamente, con il piacere della consapevolezza.
Pomeriggio
Il brano studiato con particolare attenzione è
stato To be or not to be, di Wilhelm Hansen,
a quattro voci e pianoforte. Il pezzo, di particolare
gaiezza, si sviluppa in un ritmo movimentato, con le
frasi concluse in levare, omoritmiche, tranne nella
parte centrale in cui risalta il soprano. Essendo piuttosto
breve, il M° Sund ha proposto una versione più
ampia giocata tra le varie parti. Questo dimostra l'atteggiamento
libero, sempre all'interno di uno stile, con cui approcciare
questo tipo di musica.
Raindrops keep fallin' on my head, di
Bacharach, arrangiamento di Anna Cederberg - Orreteg.
Il canto è generalmente affidato al soprano,
mentre le altre voci fungono da accompagnamento, ad
esclusione della sezione centrale, da eseguire la prima
volta con il testo, la seconda alla maniera della scat
song. La sezione centrale contrasta con le due esterne
per il carattere ritmico molto sincopato e per il trattamento
delle parti in cui tenori, contralti e soprani procedono
omoritmicamente con il tema secondario.
Gli allievi hanno inoltre cantato "Giada"
senza spartito, direttamente seguendo le indicazioni
dell'insegnante come durante il riscaldamento, ma realizzando
anche una piccola coreografia nello stile del musical
(!): questo momento ha garantito la comprensione dello
stato d'animo alla base di molti pezzi jazz!!
Per completare il repertorio, il M° Sund ha scorso
rapidamente i restanti pezzi, lasciando agli studenti
il compito di studiarli in un secondo tempo, una volta
superate le difficoltà affrontate durante il
corso.
Durante le lezioni, ampio spazio è stato dedicato
anche all'ascolto: ecco una piccola discografia offerta
dall'insegnante agli allievi durante il corso.
DISCOGRAFIA
Miles
Davis - "The legendary years" 1955
- 1965 Sony Music 503039 9
Mel
Tormé - "Jazz Festival in Japan 1990"
Concord Jazz CCD - 4481
The
Real Group - "One for all" Gazell Records
GAF CD - 1024
Take
6 - "Doo be doo wop dop" Reprise 925670
- 2
Dee
Dee Bridgewater - "Dear Ella" Verve
529102 - 2
Scatcats
- Demo, not published.
Just
4 Kicks - "All in good time" Primary
A Cappella Records PAC 6255
A cura di
Giordana Castillett
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