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"LA MUSICA CORALE
CONTEMPORANEA IN EUROPA - 2"
San Candido (BZ),
Sala Joseph Resch 27, 28, 29 giugno 2003
Brani in programma
Pietro Clausetti: L'OMBRA DEI BOSCHI D'ASER
(1921) / SALTAVAN NINFE
Sergio Sentinelli: SCIVOLANDO SUI MURI DEI NOSTRI
GRIGI CORPI (1993)
Elena Camoletto: CHANSON
Lorenzo Donati: AVE REGINA CAELORUM
Fulvio Caldini: DE PROFUNDIS
Jan Sandström: GLORIA, SANCTUS
Thomas Jennefelt: CLAVIANTE BRILLIOSO
Urmas Sisask: OREMUS
Javier Busto: O MAGNUM MYSTERIUM / SAGASTIPEAN
Quest'anno
il festival ha accolto il ritorno del M° Gary
Graden, che ha sviluppato tematiche relative alla
musica contemporanea in Europa e in Italia.
Sono stati inoltre affrontati argomenti centrali per
la direzione corale, dal gesto all'intonazione, sempre
all'interno di un rapporto continuo col repertorio in
programma.
GIOVEDÌ 27 GIUGNO 2003
L'incontro con gli studenti si è svolto in un'atmosfera
cordiale e amichevole.
Il M° Graden ha presentato il repertorio,
comprendente brani sacri e profani italiani e stranieri;
ha sottolineato l'importanza della conoscenza e divulgazione
della musica contemporanea italiana e straniera; la
diffusa tendenza ad eseguire brani della tradizione
colta e non insieme alla mancanza di comunicazione attiva
tra compositori e cori ha influito notevolmente sulla
produzione artistica musicale della nostra epoca che
rischia un gap culturale nella storia della musica.
Successivamente, ha illustrato i primi due brani in
programma, moderni madrigali non lontani da un'ispirazione
liberty, sia per temi che per atmosfere: "L'ombra
dei Boschi d'Aser" e "Saltavan Ninfe"
di Pietro Clausetti (1921), entrambi a cinque voci,
nella forma ABA'.
Il primo ha un incipit omoritmico, poi le entrate delle
diverse voci sono a imitazione libera, fino alla parte
centrale, un canone con funzione evocativa; il brano
si conclude con la ripresa dell'incipit e la coda sospesa
a sottolineare il testo interrogativo. Nel secondo,
l'entrata a canone su un tempo composto, 5/4, genera
un immediato movimento, e qualche difficoltà
di concertazione. La parte centrale, in 4/4 evidenzia
un tema per terze tra soprani primi e contralti, accompagnato
da accordi nelle altre voci. Il canone dell'incipit
conclude il brano.
Nel pomeriggio il M° Graden ha presentato
gli altri due brani profani italiani in programma:
"Chanson", di Elena Camoletto, è un
brano molto suggestivo, su un testo di J. Prévert,
variamente distribuito tra le parti, interpuntato dall'inciso
cullante e calmo sulle parole "vents et marée"
affidato ai soprani, contralti e tenori.
Il secondo brano, "Scivolando sui muri dei nostri
grigi corpi", di Sergio Sentinelli sviluppa un
madrigale di A. Ottobre, sottolineandone il testo, in
particolare attraverso il ritmo cangiante, sempre vario,
alcune entrate a canone e la citazione di "Innsbruck
ich muss dich lassen" di Heinrich Isaac affidata
ai bassi soli, a sottolineare il testo e interrompendo
l'irruenza giocosa di tutto il brano.
Tecnicamente, entrambi i brani presentano alcune difficoltà
di concertazione, in particolare in relazione ai cambiamenti
di tempo, alla velocità e ai riflessi dei cantori.
VENERDÌ
28 GIUGNO 2003
La mattina del venerdì è stata dedicata
al gesto e la sua geografia, e più nel dettaglio,
il movimento attivo e passivo, il coinvolgimento del
resto del corpo, fino all'intervento degli occhi, soprattutto
in relazione all'espressività.
Gli studenti hanno sperimentato queste diverse combinazioni
sul brano "De Profundis" di Fulvio Caldini,
un interessante modello compositivo che utilizza la
melodia gregoriana frammentandola, reiterandola, integrando
le voci lentamente, ad una ad una in un canone disteso,
che, raggiunta la polifonia più densa si dilegua
successivamente, cedendo alla seconda parte, più
mossa, in ottavi; il brano si chiude tornando alla frammentazione
e alla reiterazione dei frammenti melodici diluiti tra
le parti.
Questo brano può essere considerato un esempio
di minimalismo, tendenza compositiva di cui sono esponenti
Sisask e Jennefelt.
Il
pomeriggio è stato dedicato ai problemi di intonazione,
fattore centrale per la bellezza e il timbro del coro.
In questo senso l'ascolto è fondamentale, sia
per la percezione degli armonici, sia per la regolazione
degli intervalli all'interno di ciascun brano secondo
l'intonazione naturale, ben diversa dal sistema temperato.
Gli armonici sono inoltre utilizzati nella scrittura
contemporanea, come in "Oremus" di Urmas Sisask,
parte di un'opera di 24 pezzi dedicata allo spazio siderale;
frutto di relazioni matematiche tra nove suoni, ognuno
rappresentante un pianeta, è un esempio della
cosiddetta "astromusic".
Qui è del tutto assente ogni idea di melodia,
di significato verbale, di ritmo. Lo spazio sonoro vibra
di incontri tra suoni, voci, silenzi.
Altro brano minimalista, "Claviante Brillioso"
di Thomas Jennefelt sviluppa un linguaggio verbale di
fantasia, orientato all'esaltazione del ritmo e dei
suono vocale avulso da ogni significato. La ripercussione
e i giochi ritmici, la velocità e la ripetizione,
nonché la progressiva stratificazione delle voci
rendono questa esperienza musicale accattivante e stimolante.
SABATO 29 GIUGNO 2003
La mattina del sabato si è rivelata un'esplorazione
del lavoro sugli armonici, lo spazio e l'improvvisazione:
ogni elemento può trasformare, esaltare, produrre
effetti sonori sui quali operare, creare, sperimentare.
Si è poi tornati all'analisi del repertorio con
"Ave Regina Caelorum" di Lorenzo Donati, brano
per coro a otto voci costruito su una solida struttura
compositiva, che rivela simmetrie su più livelli,
in un processo di accumulazione e dissolvimento del
materiale musicale.
L'approfondimento del repertorio è proseguito
con i due brani in programma di Jan Sandström,
compositore svedese tra i più eseguiti: "Gloria"
e "Sanctus": Il Gloria affida l'esposizione
a soprani e contralti raggiunti successivamente da tenori
e bassi in un impianto essenziale, omoritmico e percussivo.
L'impianto accordale permane, creando un tappeto sonoro
che esalta la linea melodica del soprano solo, raddoppiato
dal tenore primo. Il Sanctus, più mosso, per
coro misto, esalta la sillabazione, essenzialmente in
stile omoritmico che esalta l'uso delle pause e del
silenzio.
Nel pomeriggio il M° Graden ha concluso l'illustrazione
del repertorio analizzando i due lavori di Javier Busto:
"O Magnum Mysterium", e "Sagastipean",
brano in basco: brani estremamente suggestivi e giocati
su un gusto armonico raffinato e ricco di dissonanze
esaltato dalla condotta prevalentemente omoritmica delle
parti.
Giordana Castillett
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